Condono delle liti pendenti? Una promessa di nuove liti pendenti

Uno dei decreti legge convertiti nel rush di fine anno prevede il condono delle liti fiscali.

L’idea non è nuova, ma funziona sempre.

Dal momento che in Italia vengono decisi circa 35.000 ricorsi tributari al trimestre fra primo e secondo grado e ne vengono presentati circa 40.000 ogni trimestre, il magazzino delle liti pendenti non diminuisce in modo significativo (i dati li potete trovare nel Rapporto trimestrale del MEF).

Le controversie tributarie pendenti nei primi due gradi di giudizio sono ancora oggi circa 400.000 per un controvalore che MEF non comunica nei suoi rapporti, ma che è facile immaginare sia di molti miliardi di Euro.

Ecco perché l’idea del governo di fare cassa con il saldo e stralcio delle liti pendenti è attraente per le casse dello Stato. Meno attraente sul piano della lealtà dei rapporti fra fisco e contribuente e della incentivazione dei comportamenti virtuosi, ma di questo ho già parlato in passato [vedi articolo: Condono fiscale, ci risiamo?].

La faccenda curiosa è che la legge è scritta maluccio. E trattandosi di una legge che deve mettere fine ad una lite, la cosa non è bella.

Si rischia di mettere fine ad una lite ma crearne una seconda. Oppure che chi dovrebbe essere invogliato a fare pace, poi non la fa per paura di nuove liti.

Due esempi? Il primo riguarda il caso delle liti decise in Cassazione con sentenza che non definisce il giudizio, ma rinvia ad un secondo passaggio presso il precedente grado.

Un vizietto tutto italiano questo che le cause invece di progredire possono tornare indietro, dimenticato da chi ha scritto il condono.

Oggi ci sono milioni di persone in questa situazione che non sanno se il loro condono costa il 15% del valore della causa o il 100%. Mica bruscolini.

Ora, basta leggere le norme per capire che il senso complessivo del provvedimento porta a dire che chi ritorna in secondo grado per un qualche vizio di quel giudizio del quale non ha nessuna colpa non può essere trattato peggio di chi si trova ancora in secondo grado in attesa della decisione.

E quindi se a quest’ultimo si applica lo sconto 40%, lo stesso sconto si deve applicare a chi ha fatto il giro dell’oca e torna alla casella di partenza.

Ma le norme non lo dicono espressamente e c’è chi pensa che la soluzione sia quella di applicare la regola generale del 100%.

Follia, ma così è nella patria dei ciceroni e tutti sono in attesa di “superiori istruzioni”.

Il secondo esempio riguarda il cammino dei processi pendenti che sono condonabili.

La legge prevede che non si sospendano automaticamente, ma che la sospensione dipenda dalle scelte che farà il contribuente.

Detta così sembra una buona idea. Peccato che questo genera un dedalo di possibili mosse e contromosse che portano il povero contribuente a dover decidere fra 30 diverse possibilità!

Ho rappresentato nel flow chart che vedete tutte le possibilità che si presentano al potenziale litigante pentito.

Voi vi sentireste tranquilli sapendo che la vostra semplice decisione di chiudere una pendenza provoca 30 possibili diverse reazioni?

Come concludeva George nel suo film più bello, Good night, and good luck.

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